Risposte alle vostre lettere su
“Pensare agli anni che verranno ora che al mio fianco c’è Mr. Diabete...”
Nota: le vostre lettere (e le relative risposte) sono pubblicate in ordine d’arrivo. Ciò significa che le più nuove sono in fondo e viceversa. Questo per una più facile consultazione logico-temporale. Continuate a scrivere.
Cecilia:“Cara Arianna, è una bella sorpresa averti trovata. Navigando qua e là nella rete, alla ricerca di conoscenza, conforto, comprensione.
Sono mamma di una ragazzina di 12 anni, diagnosticata un anno fa.
Lo spartiacque forse lo sento più io di lei.
Cos’era la vita prima, cos’è la vita adesso, e soprattutto cosa sarà.
Come sarà il suo primo amore importante, come sarà la sua vita con 10, 20 anni di diabete sulle spalle.
Tutti pensieri che non non mi aiutano, ma soprattutto non aiutano lei.
Il domani ce lo dipingiamo sempre più oscuro e difficile. Ma il domani può riservarci la sorpresa di nuove terapie, nuove tecnologie...forse la cura definitiva.
Ecco, quando sono giù di corda penso che 100 anni fa la mia bambina sarebbe morta, che 40 anni fa non si poteva misurare la glicemia per l’autocontrollo, che 30 anni fa non c’erano le penne ma solo le siringhe, che 10 anni fa quasi nessuno conosceva il counting dei carboidrati....Insomma se guardo allo “ieri” forse sono meno spaventata del “domani”.
Il diabete accompagna, non lascia tregua, è una continua sfida, per tutti i nuovi problemi che può causare.
Ma è anche la grande svolta che arriva nella vita, quella che fa crescere con ‘una marcia in più’. Quella che ci fa assaporare ogni momento bello con una gioia sempre più forte. Quella che ci fa ridimensionare ogni problema, perchè non c’è nulla che non si possa superare.
Insomma un compagno invadente e minaccioso, ma che ci sta facendo recuperare la pienezza della vita, l’importanza dei nostri affetti, e delle cose che contano davvero.”Risposta: Cara Cecilia,
Capisco tutti i tuoi pensieri e mi ritrovo nelle cose che dici anche se io, mamma, non lo sono ancora.
Il diabete porta ad una riscoperta della vita in tutti i suoi aspetti, quelli più difficili e quelli più piacevoli…Non passa in secondo piano nulla e anzi, si valorizzano degli aspetti che forse prima non percepivamo neanche!
Non si butta via niente di questo nostro nuovo modo di vivere, neanche le sfide continue di Mr.diabete e per giustificarle, penso anch’io agli anni passati dove la parola futuro non andava per niente d’accordo con questa patologia.
La speranza in una svolta è cosa comune tra quelli che vivono il diabete in prima persona ma anche per le famiglie che lo provano indirettamente e sono consapevoli della fatica che questo comporta.
Sperare significa che c’è voglia di combattere e affrontare il problema anche se siamo in balia di interessi economici globali che sfuggono dalla portata di mano e di cui secondo me, siamo un po’ succubi.
Cara Cecilia, ti dico che anche con Mr.diabete le cose vengono, si fanno, forse a volte è più facile farle piuttosto che frenarci con degli ostacoli mentali sul come realizzarle.
Mi raccomando incoraggia sempre tua figlia nell’affrontare le situazioni, ogni tanto un sostegno può fare la differenza in quelle giornate “no”.
giusy:“Ciao arianna sono giusy vivo in provncia di Firenze ma sono siciliana!! Leggere la tua lettera me venuta la tristezza, perché come te io ho una figlia di 13 anni con DB. Però voi dovete ricordare che il DB oggi si cura benissimo e tu lo sai!! Certo la VITA cambia e come!! Io la vivo giorno per giorno con mia figlia e dura credimi!! Specalmente per una mamma... Francy aveva solo 10 anni all’esordio... cmq lei sta bene a parte le ipo e le iper come tu sai!! ALLORA forza e vai avanti anzi!! andate avanti nella vita c’e di peggio...ciao un abbraccio GIUSY”
Risposta: Cara Giusy,
Mi dispiace averti suscitato tristezza attraverso il mio scritto, non era quello il mio intento.
Piuttosto, ho voluto parlare in maniera chiara senza ingannarmi troppo e ben consapevole che oggi godiamo di ottime cure per il diabete, molto meglio che in passato, ma per questo non dobbiamo sottovalutare le conseguenze di questa patologia.
Da madre penso sia dura vivere da fuori il diabete della propria figlia ma è molto importante l’appoggio che le dai, soprattutto per la sua età così giovane.
Sono sicura che standole al suo fianco, ora che ne ha bisogno, farà si che Francesca diventi una persona autonoma e capace in tante cose.
Enzo A.:“Ciao Ariannna... Sono Enzo, ho 34 anni e da 25 anni sono diabetico. I miei pensieri sull’avvenire con a fianco mister Diabete non sono gli stessi tuoi... io, e questo credo ti potrà confortare, le situazioni che descrivi le ho vissute in maniera “relativamente” tranquilla: ho un lavoro dove la malattia non mi è stata di pregiudizio, la mia compagna (attualmente mia moglie) non si è mai creata problemi del mio “disagio” nonostante è stata la primissima cosa che gli ho detto quando la conobbi e poi, come ultima straordinaria cosa, da 3 messi abbiamo una bellissima bambina.
Ti posso assolutamente dire che quest’evento è una cosa che riesce a farti andare avanti nonostante i problemi che il nostro “amico” ci crea.
Come effettivamente Michele B. dice nell’intervento precedente, dopo tanti anni in cui si convive col diabete, le complicanze, aimè, arrivano.
Io dopo 25 anni di malattia ho un’iniziale retinopatia diabetica di lieve grado e un’iniziale neuropatia diabetica periferica... potrebbero sembrare paroloni ma almeno per ora (e spero per tantissimi anni ancora), con un pò di accortezza e di “combattività” riesco ad andare avanti.
Ci sono giorni in cui accuso dolori fisici, che non mi permettono di fare cose normali, di routine giornaliere... giorni in cui ti senti senza forze, stanco, dove in alcuni momenti alcuni dolori che ho li sento di più e altre volte di meno (ho anche qualche ernia discale a livello cervicale e lombare che influisce anche su questo stato).
E il mio pensiero agli anni avvenire è questo: cosa farò, come starò tra 10-20-30 anni? Riuscirò a veder crescere mia figlia, vederla realizzata? riuscirò a stargli vicino, a dargli una mano nei momenti del bisogno?
Tutt’ora, nonostante tutto, la forza di andare avanti c’è, e come... anche se durante la giornata i momenti “d’imprecazione” ci sono... ma fintanto che potrò camminare con le mie gambe e muovere le mie mani autonomamente, cercherò sempre e comunque di guardare avanti.
Quello che posso consigliare è di fare, oltre ovviamente a cercare di mantenere quanto più stabile la glicemia, quanto più possibili i vari controlli: EMG, Fluorangiografia, Hb, Ecografia addominale... a noi non costa niente, ma ci “dice” un pò il nostro stato e se, anno dopo anno, mister Diabete ci stà mettendo il bastone tra le ruote o no.
Avanti nonostante tutto !!!
Saluti”Risposta: Caro Enzo,
Il tuo cammino assieme a Mr.Diabete dura ormai da 25 anni, un periodo lungo e sicuramente fatto di tante sfide ma sei ancora in grado di affrontare con entusiasmo tutto ciò che ti trovi di fronte.
Raggiungere gratificazioni come quella della nascita di una figlio o della riuscita nel lavoro e nella vita coniugale con il diabete a proprio fianco, come nel tuo caso, fa delle tua esperienza motivo di coraggio e sicurezza allo stesso tempo: Da buon veterano rispetto questa “patologia” il messaggio che si trae dal tuo scritto è quello di vedere il diabete come stimolo piuttosto che come limite.
I limiti che ci impone Mr.Diabete possono essere scavalcati ed oltrepassati nel raggiungere le nostre mete e non dobbiamo essere noi con le nostre paure a costruirli.
Certo, alla normalità di tutti i giorni si accostano una serie di situazioni piuttosto gravose da accettare e quando parlo di ciò lo faccio riferendomi alle complicanze o a quei giorni che “non ci permettono di fare le cose normali di routine giornaliera”, arriva quindi il momento di imprecazione contro tutto e tutti ma poi ci si rimbocca le maniche per ripartire e guardare di nuovo in faccia la realtà con tanta voglia di viverla in ogni istante.
“Avanti nonostante tutto”, questo tuo motto rappresenta uno slancio pieno di forza d’animo verso la vita, forse una sorte di reazione a Mr.Diabete ma è una formula vincente che aiuta nei momenti no.
Grazie per il tuo contributo positivo!
Salutoni
Michele B.:“Ciao cara. Inutile dire che il DB complica tutto quello che ci riguarda. Io forse parto un pò più avvantaggiato perchè avendo 35 anni (il DB è arrivato che ne avevo 28), ho avuto il tempo trovare un lavoro, di sposarmi, di avere una bimba.... Tutte cose che ho fatto quando ero ancora sano e pieno di vita. Spesso mi capita di pensare al futuro e, purtroppo, io sono molto realista. Non avrò una vecchiaia serena, il 5 di glicata non mi darà alcuna garanzia. Avrei voluto essere un vecchietto normale, divertirmi con i nipotini... Ma non esiste assolutamente nessun diabetico che dopo 30 o 40 anni di malattia non abbia complicanze. Questo mi rattrista molto, ed ormai, questi pensieri per me sono una costante... A presto”
Risposta: Caro Michele,
Penso che Mr.Diabete sia un affare complicato che ci mette alla prova giorno dopo giorno senza garantirci troppe certezze.
È un aspetto che turba anche me quello delle conseguenze che potranno manifestarsi in futuro, a volte penso se tutto lo sforzo che impiego per fronteggiarlo sarà, in qualche modo, ripagato ma la mia domanda troverà risposta soltanto nel corso del tempo. Questo rende tutto ancora più fastidioso e difficile da accettare.
Non mi piace prendermi troppo in giro, lo so che non siamo totalmente immuni rispetto alle conseguenze di Mr.Diabete ma spero sempre che queste, giungano il più tardi possibile.
Più che demoralizzarmi mi arrabbio e la mia, è una rabbia che trova pace solo nel pensiero di qualche rivoluzione scientifica che potrebbe capovolgere la nostra situazione.
La soluzione è quella di non demordere, lasciare da parte lo spirito triste e rassegnato che spunta quando si pensa al futuro e “tener botta” al diabete fin da subito.Arianna Panzolato
Presentazione L’argomento di oggi Le vostre lettere Scrivi ad Arianna Archivio Arianna si presenta
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 16 Luglio 2010 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/giovani/g2_4.php3
