Interrogazione n. 3-01187 al Senato della Repubblica
Accertare, nel rispetto del federalismo sanitario, che non vi sia in corso la lesione dei diritti dei pazienti diabetici lombardipresentata da
Tomassini, Baio, Saccomanno, Calabrò, Di Giacomo, Fosson, D'Ambrosio Lettieri, Bosone, Biondelli, Bassoli, Chiaromonte, Poretti, Soliani, De Lillo, Vimercati, Roilo, Rossi Paolo, Rusconi, Adamo, Gustavino al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
Pubblicato il 24 Febbraio 2010 - Seduta n. 341
Premesso che:
- la ASL della provincia di Varese, capofila in unione tra le ASL di Milano 1, Milano 2, città di Milano, Pavia e Cremona, ha pubblicato il 9 febbraio 2010, sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, un bando di gara d’appalto pubblico finalizzato all’acquisto, per i prossimi quatto anni, di presidi diabetici, avente come criterio di aggiudicazione quello del prezzo più basso;
- il bando di gara ha lo scopo di razionalizzare la spesa sanitaria;
- nel 2009 il numero di pazienti delle province interessate, serviti nel periodo gennaio-giugno 2009, è stato pari a 86.770 persone, su un totale di 500.000 cittadini lombardi diabetici;
- all’esito della gara, entro i successivi 60 giorni, i pazienti diabetici saranno costretti a sostituire per i seguenti quattro anni gli strumenti di autocontrollo del diabete, a cui sono abituati e dei quali hanno perizia, con altri che comportano diverse funzionalità;
- la messa a disposizione da parte delle citate ASL solo i presidi più economici comporterà per le persone diabetiche delle province coinvolte l’impossibilità di poter scegliere, insieme al proprio diabetologo, il glucometro più preciso e affidabile, i dispositivi annessi più idonei alla propria terapia e gli aghi per penne di somministrazione di insulina, né sarà data loro la possibilità di usufruire di tutti i progressi scientifici e tecnologici che matureranno nel prossimo quadriennio. Tale limitazione è particolarmente grave se si considerano le conseguenze sui bambini diabetici;
- sia nel testo del bando, sia nei capitolati e sia negli allegati relativi alla gara, non si fa alcun riferimento, quale criterio per l’aggiudicazione, per la fornitura e per la stessa partecipazione, né all’affidabilità, né alla qualità, né all’accuratezza che i presidi devono possedere;
- il capitolato allegato al bando di gara di Varese prevede dei presidi non adatti ai pazienti diabetici, in quanto non tiene conto della frequenza dell’utilizzo degli stessi, delle loro peculiarità in termini di qualità, affidabilità, praticità ed efficienza, né rispetta parametri fondamentali, quali per esempio quello della dolorosità/penetrabilità propria per la valutazione degli aghi;
- l’Azienda Usl di Cesena, capofila tra le AUSL di Forlì, Rimini e Ravenna nell’espletare un bando similare a quello della ASL di Varese, nei criteri di aggiudicazione, di cui all’articolo 5, oltre al requisito del prezzo più basso, a cui dava un coefficiente di 51 centesimi, inseriva un punteggio anche alla dovuta qualità del prodotto, pari ad un coefficiente del restante 49 centesimi, valutato da un’apposita commissione giudicatrice, la quale avrebbe basato il punteggio su determinati e preordinati indici di qualità, quali, per esempio, nel sistema di misurazione della glicemia in terapia insulinica intensiva, l’accuratezza nella determinazione dei valori glicemici, anche su valori alle estremità dei limiti di determinazione, la possibilità di altre funzioni del prodotto, la calibrazione dello strumento, l’autocontrollo del corretto funzionamento dell’apparecchio e la semplice interfaccia con l’utente e verifica di possibilità di errori;
- l’esempio della AUSL di Cesena dimostra che l’utilizzo razionale, efficace ed efficiente dell’autocontrollo e della prescrizione della terapia nella persona con diabete non può essere una questione gestita solo dal punto di vista economico-finanziario, ma deve essere sempre e comunque garantita la qualità del prodotto;
- i costi del diabete sono legati soprattutto alle complicanze, le quali si possono prevenire attraverso l’utilizzo di buoni presidi, per cui utilizzare prodotti meno costosi, ma anche meno opportuni, potrebbe comportare ingenti aumenti di spesa per l’ospedalizzazione o per invalidità;
- in alcune ASL della Campania la scelta di optare per presidi più economici provenienti da Paesi dell’area asiatica che non adottano criteri di controllo compatibili con i nostri ha già causato notevoli pregiudizi a pazienti diabetici come anche l’aumento di costi per il Servizio sanitario nazionale a causa di ospedalizzazioni evitabili;
- il 15 gennaio 2010, il Coordinamento Lombardia associazioni diabetici, la Federazione tra le associazioni nazionali dei diabetici, l’Associazione italiana diabetici e l’Unione associazioni lombarde giovani diabetici hanno diffuso una nota nella quale si afferma che “le gare per l’approvvigionamento dei presidi rappresentano una procedura frenante per le proposte derivanti da un mercato in continua evoluzione scientifica e tecnologica migliorativa e pongono una evidente grave limitazione”;
visto che:
- l’intenzione manifestata dalla ASL di Varese è in aperto contrasto con le raccomandazioni AMD (Associazione medici diabetologi), SID (Società Italiana di diabetologia) e SIMG (Società italiana di medicina generale) nonché con tutte le leggi, a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), per poi arrivare all’approvazione della legge n. 115 del 1987, e a seguire tutti i decreti e le circolari regionali approvate dal 1992 in poi, fortemente volute dalle associazioni dei pazienti, che hanno decretato quelli che devono essere i diritti irrinunciabili per la salute delle persone con diabete;
- il 3 dicembre 2009, è stata accolta, presso il Senato, la mozione 1-00174, che impegnava il Governo a garantire l’accesso alla cura e alle prestazioni per i pazienti diabetici in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e ad inserire, in ottemperanza all’articolo 32 della Costituzione, la gratuità degli esami ematochimici, degli esami strumentali, dell’educazione terapeutica e di tutte le prestazioni connesse alla gestione del diabete e delle relative complicanze, in sede di revisione dei Livelli essenziali di assistenza;
- il Manifesto dei diritti della persona con diabete, siglato il 9 luglio 2009 a Roma dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, afferma il diritto alla scelta condivisa tra il paziente e il medico dei presidi e all’ottenimento delle prestazioni più efficaci e attuali;
- il Gruppo di approfondimento tecnico (GAT) della Regione Lombardia 2008-2009 ha affrontato il problema dei presidi ribadendo l’indispensabilità e l’imprenscindibilità della scelta condivisa paziente-medico con riferimento ai presidi,
si chiede di sapere:
- se non si ritenga urgente accertare, nel rispetto del federalismo sanitario, che non vi sia in corso la lesione dei diritti dei pazienti diabetici lombardi, vista l’assenza di parametri di qualità per l’aggiudicazione della gara, così come avviene nel bando di gara di Cesena;
- quali concrete misure il Ministro in indirizzo intenda attuare per tutelare il diritto dei cittadini affetti da diabete nella libertà di scelta della cura più idonea ed efficace;
- se non si ritenga opportuno verificare che i prodotti, così come da capitolato, rispondano alle esigenze dei pazienti diabetici;
- se non si intenda intervenire al fine di garantire che la razionalizzazione della spesa sanitaria non vanifichi principi del Servizio sanitario nazionale e in particolare quelli riguardanti i pazienti diabetici;
- se, anche a seguito degli impegni assunti attraverso l’accoglimento della mozione 1-00174, non si ritenga che il bando di gara in premessa pregiudichi la prevenzione delle complicanze connesse al diabete.
Fonte: Senato della Repubblica
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 26 Febbraio 2010 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/leggi/inter_it_018.html
