Diabete e società
L’HbA1C non è un indicatore affidabile dell’abilità alla guida
Le complicanze del diabete possono compromettere l’abilità a guidare in sicurezza un veicolo a motore, ma ancora poco si sa sull’euglicemia come predittore di rischio di incidenti stradali tra gli adulti con diabete. Utilizzando un’indagine epidemiologica di tipo caso-controllo di popolazione, un recente studio pubblicato su PloS Medicine ha valutato l’associazione tra Emoglobina Glicata (HbA1c) e il rischio di incidenti stradali.
A cura di Guido Seu
«sappiamo tutti che l’emoglobina glicata da sola non basta a giudicare: bisogna valutare lo stato complessivo del paziente per capire se è idoneo»Alcune complicanze del diabete influiscono sulla capacità di guidare in modo sicuro. Prolungati periodi di iperglicemia possono danneggiare la vista e i nervi, con conseguente dolore, formicolio, e riduzione della sensibilità o del controllo muscolare. Col passare del tempo, una persona con diabete può diventare meno sensibile ai primi sintomi di glicemia bassa (ipoglicemia), condizione che può causare confusione, lentezza di riflessi, o in alcuni casi la perdita dei sensi. L’ipoglicemia grave, se non contrastata in tempo, può provocare convulsioni e coma.
È comune che le autorità preposte a rilasciare la patente esigano la prova che il candidato abbia un buon controllo della malattia diabetica prima di concedere la licenza di guida. Una misura di questa “abilità” è la percentuale di emoglobina nel sangue, che si è legata al glucosio, nota come HbA1c. Questo esame fornisce una misura dei livelli medi di glucosio nel sangue delle ultime 8-12 settimane. Valori più bassi sono considerati un indicatore di buon controllo del diabete, ma, al contrario, si sa che una glicemia troppo bassa può causare ipoglicemia. I valori normali di HbA1c per i non diabetici è compreso tra 3,5% e 5,5%, ma il 6,5% è considerato buono per le persone con diabete.
In questo studio i ricercatori hanno verificato se i livelli di glucosio nel sangue, misurato in termini di livelli di HbA1c, fossero statisticamente associati con il rischio di incidenti automobilistici.
Gli autori hanno studiato 795 adulti diabetici che erano entrati in contatto con l’autorità per il rilascio delle patenti di guida in Ontario, Canada, tra il 1 gennaio 2005 e 1 gennaio 2007 e per i quali erano stati registrati i livelli di HbA1c. Tali livelli variavano tra 4,4% e 14,7%.
Dei conducenti considerati, 57 erano risultati coinvolti in almeno un incidente d’auto e 738 no. La diminuzione dei livelli di HbA1c era associata ad un aumentato rischio di incidente, anche prendendo in considerazione altri fattori come il tempo trascorso dalla diagnosi, il tipo di trattamento, l’età, l’età al momento della diagnosi, e, se trattati con insulina, l’età di inizio della terapia insulinica. Inoltre, il rischio di incidente quadruplicava quando un automobilista aveva avuto in precedenza almeno un’ipoglicemia grave che aveva richiesto l’aiuto di un’altra persona, e aumentava se il diabete era stato diagnosticato in età matura.
Da queste considerazioni è risultato evidente la difficoltà di stabilire un criterio di valutazione dell’abilità alla guida in caso di diabete. Per questo il livello di HbA1c non è né necessario né sufficiente per determinare se una persona diabetica sia o meno in grado di guidare. I ricercatori ritengono quindi che questi risultati, che concordano con quelli di altri studi, rimettano in discussione l’attuale quadro giuridico di Nazioni come gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Germania, l’Olanda e l’Australia.
La constatazione che la diminuzione dei livelli di HbA1c siano associati ad un aumentato rischio di incidente è sorprendente, suggerendo che un conducente è meno sicuro se il suo controllo del diabete è buono. Tuttavia, un legame statistico non prova che un evento ne provochi necessariamente un altro. Fattori sociali o medici non ancora conosciuti potrebbero spiegare questi risultati. Gli autori sottolineano che una delle principali carenze del loro studio è che non è randomizzato e i conducenti hanno libertà di scegliere come controllare il diabete e con quanta attenzione guidare. La stessa ipotesi che il tempo trascorso alla guida potesse spiegare in qualche modo questi risultati è stata abbandonata. Una spiegazione più plausibile è sembrata quella che il trattamento intensivo per ottenere un livello di HbA1c più basso, necessario per il raggiungimento di una migliore condizione generale, aumenti il rischio di episodi ipoglicemici.
Questo studio non fa un’analisi statistica delle differenze tra il numero di incidenti provocati dalle persone con diabete rispetto alle persone sane, non era questo il suo obiettivo, ma cerca di individuare parametri oggettivi, come appunto l’esame dell’HbA1C, in grado di sciogliere ogni dubbio sull’abilità alla guida di una determinata persona. E ancora una volta appare evidente che il diabete è una malattia complessa e che non può essere valutata tramite un semplice esame, bensì attraverso una conoscenza approfondita della persona che ne è affetta e di una serie di altri fattori difficilmente “standardizzabili”. È per questo che le associazioni dei pazienti da anni lottano per abolire le discriminazioni nei confronti delle persone con diabete, in quanto la malattia diabetica è solo una minima componente nella valutazione dell’abilità di un conducente a guidare un veicolo in sicurezza.
«In Italia esistono specifiche direttive al riguardo, secondo cui è il diabetologo a poter e dover decidere dell’idoneità alla guida di ciascun paziente, indicando anche la durata di validità della patente che può variare da caso a caso – spiega Sandro Gentile, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi, alla giornalista del Corriere della Sera Elena Meli –. Di certo però sappiamo tutti che l’emoglobina glicata da sola non basta a giudicare: bisogna valutare lo stato complessivo del paziente per capire se è idoneo. Per ridurre il pericolo di incidenti, quel che conta di più è l’educazione del paziente: se si insegna al malato come prevenire e riconoscere le ipoglicemie, indicandogli ad esempio quali precauzioni prendere in caso di lunghi viaggi, il rischio di incidenti scende moltissimo e il diabetico può guidare senza paura».
Fonte: PloS Medicine December 2009 e Corriere della Sera, 11 gennaio 2010 - A cura di Guido Seu
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 20 Gennaio 2010 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2010/n2010_005.html