Sanità

Varese: gara di acquisto dei presidi per il diabete

Protestano le organizzazioni dei pazienti: “I bambini non potranno scegliere l’ago meno doloroso”. Interrogazione al Ministro della Salute. La Regione Lombardia si dichiara disposta ad un confronto.

Varese: gara di acquisto dei presidi per il diabete
Aghi, siringhe, strumenti per misurare la glicemia, strisce reattive, pungidito, microinfusori. Sono tutti strumenti a totale carico della sanità pubblica che rappresentano, per le persone con diabete, una realtà con la quale convivere quotidianamente

L’ASL della Provincia di Varese, capofila in unione con alcune ASL delle province di Milano, Pavia e Cremona, ha pubblicato sul Supplemento alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea un bando di gara d’appalto pubblico finalizzato all’acquisto, per i prossimi quatto anni, di presidi per le persone con diabete.

Aghi, siringhe, strumenti per misurare la glicemia, strisce reattive, pungidito, microinfusori. Sono tutti strumenti a totale carico della sanità pubblica che rappresentano, per le persone con diabete, una realtà con la quale convivere quotidianamente. Ecco perché tra i pazienti e le associazioni che li rappresentano cresce la protesta contro la delibera dell’ASL di Varese di bandire questa gara che utilizza, come criterio di aggiudicazione, esclusivamente il prezzo più basso senza tenere in considerazione la qualità dei materiali. “Sulla base di una delibera regionale e del patto siglato tra Stato e Regioni il 23 ottobre 2009 ‘Sanità: Nuovo patto per la Salute per gli anni 2010-2012’, - sostengono le associazioni in una agenzia Ansa - tale criterio potrà essere applicato anche dalle altre Asl lombarde e a livello nazionale”.

“Le persone diabetiche delle province coinvolte - sostengono le Associazioni aderenti all’U.A.L.G.D (Unione Associazioni Lombarde Giovani con Diabete) in un comunicato diffuso lo scorso 19 febbraio - non avranno più la possibilità di scegliere, insieme al proprio Diabetologo, il glucometro (e dispositivi annessi) più idoneo alla propria terapia, il glucometro più preciso e affidabile, né sarà data loro la possibilità di stare al passo con la tecnologia, che in quattro anni fa passi da gigante. I bambini non potranno scegliere l’ago meno doloroso”...

“Solo il 9 luglio 2009 a Roma, in Senato, - ricorda il documento - è stato siglato il Manifesto dei Diritti delle Persone con Diabete, con il quale viene affermata la libertà nella scelta dei presidi, condivisa tra il paziente e il medico, per l’ottenimento delle prestazioni più efficaci e moderne”.

In un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute, a firma dei senatori Emanuela Baio (PD) e Antonio Tomassini (PdL), si chiede se non si ritenga urgente accertare, nel rispetto del federalismo sanitario, che non vi sia in corso la lesione dei diritti dei pazienti diabetici lombardi, vista l’assenza di parametri di qualità per l’aggiudicazione della gara. “Ritengo sia necessario dare un segnale forte per evitare che anche in Regione Lombardia si verifichino situazioni di malasanità a scapito dei pazienti diabetici, come già accaduto in altre regioni, ad esempio la Campania, dove la scelta di optare per presidi più economici - ha dichiarato la sen. Emanuela Baio - ha già causato notevoli pregiudizi a pazienti diabetici come anche l’aumento di costi per il SSN a causa di ospedalizzazioni evitabili”.

Spiega Antonio Cabras Presidente della Federazione Nazionale Diabete Giovanile: “Rischiamo di trovarci di fronte a strumenti provenienti dall’area asiatica che non adottano criteri di controllo compatibili con i nostri e si apre la strada alla discriminazione tra chi potrà acquistare i presidi migliori e chi non avrà il denaro per farlo”.

“Un criterio che ritorna dopo aver provocato danni in altri settori - afferma Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma - Contenere la spesa è giusto, ma è necessario un equilibrio con la qualità dell’assistenza. Così si danneggiano i pazienti e basta”. “È stato dimostrato nelle Asl di Bergamo e Como - dice il presidente - che il passaggio da sistemi di distribuzione assegnati a terzi tramite gara a sistemi che coinvolgono la rete delle farmacie alla fine ha prodotto veri risparmi”.

In una Nota di mercoledì scorso, la Regione Lombardia ha risposto alle proteste dei pazienti garantenendo che “Tutte le associazioni che rappresentano i malati di diabete e le persone coinvolte dalle altre patologie che necessitano di un utilizzo frequente di strumenti di diagnosi e cura saranno convocate per un confronto con l’ASL di Varese, ente capofila della gara per la fornitura di questi strumenti, proprio per discutere e affrontare eventuali problemi o criticità e concludere nel miglior modo possibile questa procedura”.

“D’altra parte - si legge ancora nella Nota - il Governo lombardo si è attivamente impegnato in questi anni non solo a garantire un sistema adeguato di cura del diabete, ma anche a sostenere le attività finalizzate alla prevenzione e alla ricerca, agendo in quattro principali direzioni: accordi formalizzati tra ASL e Aziende Ospedaliere per la costruzione di percorsi diagnostici terapeutici condivisi e per la valutazione dei risultati clinici ed economici; coinvolgimento dei medici di Medicina Generale e degli specialisti anche attraverso modalità innovative di collaborazione; attivazione di adeguati sistemi informativi che facilitino la condivisione dei dati; azioni di formazione degli operatori e di informazione ai cittadini”.

“Per questo - conclude la Nota - non mancherà anche in questo caso l’attenzione dovuta alle istanze dei malati e la ricerca di una soluzione che dia un concreto beneficio alla cura di queste persone e alla loro qualità della vita”.

Il diabete è ormai una minaccia globale che colpisce circa il 7% della popolazione mondiale. Essa grava, oltre che sulla salute pubblica, sulle risorse dedicate alle cure mediche: si stima che nel 2010 assorbirà l’11,6% del totale della spesa sanitaria mondiale. Secondo quanto riferito da Sandro Gentile, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi Italiani (AMD), in occasione del 45° Congresso EASD di Vienna, in Italia la spesa sanitaria per la gestione della malattia è destinata a raddoppiare nei prossimi 15 anni. Solo per il 2010 si stima che i diabetici in Italia, che saranno 4,2 milioni di persone, costeranno alle casse del SSN 11 miliardi di euro.

In un periodo di crisi economica e di razionalizzazione della spesa pubblica, è quindi naturale che le amministrazioni si pongano il problema di migliorare il rapporto costo-benefici cercando di ridurre la spesa, ma questo non può andare a discapito della salute dei cittadini. Il percorso intrapreso dalla Regione Lombardia potrà raggiungere entrambi gli obiettivi, razionalizzazione della spesa ed efficacia della cura, solo se verrà condotto all’interno di un confronto diretto con le associazioni dei pazienti e delle società scientifiche.


Fonti: Asca, Ansa, Ualgd, Regione Lombardia, La Provincia di Varese - A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 26 Febbraio 2010 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2010/n2010_016.html