Cronaca
Caso diabetici, i pazienti chiedono chiarezza
di Rocco Traisci - Tratto da Metropolis Web Cronaca - Martedi 5 Gennaio 2010
“A noi non interessa altro che la verità. Vogliamo capire se effettivamente questi macchinari sono difettosi e soprattutto sapere dall’Asl come intende rispondere ai pazienti che ogni giorno ci segnalano gravi disagi per la misurazione del livello di glicemia”. Sono 2500 solo nella provincia su di Napoli i malati di diabete, una categoria a rischio che per tutelare i propri diritti ha costituito un’associazione nazionale ormai attiva dal 1982, la Fand, che in tutta Italia si occupa di monitorare soprattutto l’efficienza delle strutture pubbliche in materia di assistenza sanitaria. Il caso dei reflettometri guasti non è un semplice disservizio: basta una rilevazione errata del valore di glicemia che un (ignaro) paziente si inietta una dose di insulina non conforme a quel valore. L’effetto è sgradevole: i diabetologi lo chiamano coma ipoglicemico. Per inciso: si rischia la vita. Ed è per questo che il caso ha assunto rilevanza regionale, con l’intervento della Federfarma e con le proteste formulate dalle associazioni di categoria, Cittadinanzattiva (che annuncia esposti in procura), il Tribunale per i Diritti del Malato e - appunto - la Fand.
Abbiamo chiesto a Umberto Cosenza, presidente territoriale dell’associazione italiana diabetici (la cui sede è in via Allende, al terzo piano del distretto 80), che cosa sta succedendo, le cause di questo disagio e soprattutto come intende muoversi l’Asl per risolvere il contenzioso.
“Guardi - assicura subito Cosenza - abbiamo chiesto proprio oggi (ieri, ndr) un incontro urgente con il subcommissario dell’Asl Napoli 3 Sud Antonio Lamberti. Il tempo stringe, se quelle apparecchiature non sono conformi qui ci scappa il morto”.
È stata nominata anche una commissione interna per testare questo prodotto. Ma non sarebbe stato il caso controllarlo prima che venisse distribuito?
“Nel protocollo con cui la Soresa ha concesso l’appalto c’è anche un esplicito riferimento al controllo delle apparecchiature. Ma non abbiamo nessun interesse da difendere, quindi la questione della gara d’appalto per la distribuzione del prodotto ci riguarda poco. Noi chiediamo solo che l’Asl risolva nel minor tempo possibile questa faccenda: proprio ieri al distretto 80 un anziano di 70 anni, malato di diabete, ha avuto una crisi ipertensiva. Le persone si sentono smarrite”.
Sia il Tribunale per i Diritti del Malato della Penisola Sorrentina, sia Cittadinanzattiva hanno raccolto decine di reclami: che cosa non funziona di queste apparecchiature?
“Per misurare i valori glicemici si utilizzano le cosiddette striscette reattive, tamponi per la raccolta di campioni di sangue da applicare al reflettometro, che poi indica al paziente la quantità di insulina necessaria. Il problema è che queste striscette non sono compatibili con le apparecchiature già in dotazione dei pazienti e fornite negli anni passati dalle farmacie e testate ormai da vent’anni come sicure. In pratica i tamponi funzionano solo con i macchinari forniti dalla ditta distributrice: non capiamo come mai per far funzionare le fascette i pazienti dovrebbero cambiare reflettometro”.
Secondo Federfarma si tratta di prodotti sconosciuti alla comunità scientifica e di produzione coreana...
“Se così fosse siamo pronti ad intraprendere un’azione penale nei confronti dell’Asl e nei confronti della ditta che distribuisce i reflettometri. Stanno giocando con la vita delle persone”.
Nei giorni scorsi, ascoltando il parere di Michele Di Iorio (presidente Federfarma Campania) e di Tonello Talarico di Cittadinanzattiva, erano emerse gravi anomalie amministrative anche sulla procedura con cui è stato assegnato l’appalto. Secondo Di Iorio si tratta di una gara che non ha fondamento giuridico: “ in tempi non sospetti - riferì Di Iorio al nostro quotidiano - presentammo all’azienda un’offerta per la distribuzione dei reflettometri che il servizio tecnico farmaceutico dell’Asl (quindi l’azienda stessa) ritenne favorevole. La norma in vigore in materia di rapporto convenzionale tra regioni e farmacisti ritiene che in presenza di offerte vantaggiose da parte dei detentori dell’appalto (in questo caso Federfarma) non è necessario avviare una nuova gara. D’Auria aggirò la norma e avviò la procedura: accogliendo la nostra valutazione, avrebbe risparmiato tre milioni di euro”.
Dello stesso parere anche Tonello Talarico che come Cittadinanzattiva e Tribunale del Malato fu tra i primi a denunciare questo fenomeno, grazie anche alle segnalazioni dei medici di base: “L’assemblea territoriale del tribunale del malato della Penisola per prima ha raccolto tutti i reclami annunciando provvedimenti. Due diabetologi di provata esperienza espressero parere negativo sull’uso di queste apparecchiature: “Se fosse stata una disposizione ministeriale - ha dichiarato in una recente intervista al nostro quotidiano - avremmo condotto una battaglia politica sull’opportunità o meno di scegliere questa strada. Ma il problema è che questa vicenda è legata al cattivo funzionamento della macchina amministrativa di questa Asl: il paradosso è che ci troviamo di fronte a diverse interpretazioni anche tra i singoli distretti di una stessa azienda sanitaria”.
Tratto da Metropolis Web Cronaca - Martedi 5 Gennaio 2010
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Gennaio 2010 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2010/r2010_001.html